Simposio della Famiglia Vincenziana – Roma 12/15 ottobre 2017

Il Simposio della Famiglia Vincenziana che si è svolto dal 12 al 15 ottobre scorso a Roma ha raccolto circa 10.000 tra giovani e adulti provenienti da 99 nazioni e rappresentanti di 40 rami della famiglia vincenziana. Un vero tripudio di colori e di culture hanno rallegrato le strade della città eterna, uniti dalla passione per il  carisma Vincenziano che, a dispetto dell’età, dopo 400 anni continua a innamorare il cuore di tanti uomini e donne.

Tra i tanti eventi di quei giorni, l’incontro con Papa Francesco è stato sicuramente il più atteso e partecipato, ma non sono mancati altri momenti pensati ed organizzati anche in base alle fasce d’età.

I giovani presenti, circa 1.500, si sono dati appuntamento al Palacavicchi per condividere inizialmente un tempo di riflessione con le testimonianze vocazionali di alcuni giovani e le parole del Superiore Generale, e a seguire una serata di festa dove, insieme alla musica dei Parents & Sons, si sono succeduti sul palco rappresentanti di varie nazioni che, attraverso il linguaggio della danza, della musica e dei segni, hanno raccontato il loro modo di vivere il carisma, oggi, nella loro realtà.

Tra di loro, anche i giovani vincenziani italiani hanno portato sul palco la storia di San Vincenzo, i poveri di ieri e di oggi, cercando di trasmettere in modo creativo come rendere attuale il carisma.

Ecco la testimonianza di una di loro Federica:

<< Torni a casa, appoggi a terra la valigia e resti immobile davanti allo specchio osservando il tuo volto riflesso. Non sei più la stessa, riesci a leggerlo nei tuoi occhi sorridenti che risplendono di una luce nuova. Ripensi ai giorni trascorsi a Roma,durante il Simposio. Poi chiudi gli occhi e ripercorri nella mente ogni attimo, ogni persona incontrata e ti rendi conto che Dio non smette mai di sorprenderti.

Il Symposio è stato un evento che mi ha regalato emozioni indescrivibili. E’ stata una gioia  incontrare nuovamente alcuni ragazzi di diverse nazionalità che avevo già conosciuto due anni prima alla GMG. Mi ha letteralmente colta di sorpresa il fatto che loro si ricordassero i nostri nomi perché vuol dire che abbiamo lasciato un segno indelebile nei loro cuori, proprio come loro hanno fatto breccia nei nostri. Mentre alla Giornata mondiale della gioventù  ho vissuto l’esperienza dal punto di vista del partecipante, durante il Smposio, è stato interessante trovarsi a far parte dell’organizzazione ed entrare nel “backstage” di un evento di questo calibro. Ho avuto anche la possibilità di esibirmi sul palco assieme ai miei compagni di avventure e mi sono accorta di quanto questo possa essere divertente e allo stesso tempo impegnativo: ore ed ore di preparazione, trucco, riflettori, gli occhi del pubblico incollati su di noi, ansia da prestazione … .

Tutto questo per testimoniare una sola cosa: i giovani ci sono, la società del domani è sveglia e pronta a donare un barlume di speranza a coloro che sono sfiduciati nei confronti di una generazione che si avvia sempre di più al nichilismo. E poi quale miglior modo di comunicare se non ballando e cantando? Perché danza e musica sono gli espedienti più efficaci per esprimersi in tutte le lingue delle Nazioni. Infatti ormai mi definisco “cittadina del mondo” proprio perchè mi sono resa conto di appartenere ad una realtà più grande di me : la famiglia dei Vincenziani. Sì, per la prima volta, dopo tanto tempo, mi sono finalmente sentita un membro di questa comunità.

Sei ancora dinanzi allo specchio e il tuo sguardo si posa sulla valigia che hai portato con te. La apri. Le magliette sono sovrapposte confusamente perché si sa che è sempre difficile richiudere la valigia dopo un lungo viaggio . Ebbene, anche la valigia dei miei ricordi non riesce a contenerli tutti perché sono innumerevoli gli episodi di questi giorni e da ognuno ho ricavato una forza, un’energia che, ancora oggi, è presente dentro di me. Poi il discorso del papa e le sue parole mi hanno commossa: adorare, accogliere, andare. Un invito caloroso ad “infiammare il cuore degli uomini” perché possano sperimentare anch’essi la gioia dell’essere cristiani>>.

P. Francesco Gusmeroli CM